Mascherina FFP2 è necessaria o basta la chirurgica?

Quali scegliere per contrastare le varianti del Covid

In Europa e nel mondo sono state scoperte nuove varianti del Covid-19 e i cittadini iniziano a chiedersi quali siano le mascherine più efficaci per contrastare e prevenire il contagio.

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Occorre specificare che esistono tre macro-categorie di mascherine:

  • i dispositivi di protezione individuale (DPI),
  • i dispositivi medici (DM) (per esempio le mascherine chirurgiche),
  • le mascherine di comunità (ovvero quelle di stoffa).

Gli esperti concordano sul fatto che le mascherine chirurgiche siano più efficaci di quelle di stoffa, ma che al tempo stesso le chirurgiche non riescano a filtrare le goccioline di piccole dimensioni e ritengono le ffp2 più efficaci rispetto agli altri tipi di mascherine in commercio, ma soltanto i modelli senza valvole.

 

Qual è la mascherina migliore e più efficace contro il Covid e le sue mutazioni?

Chiaramente non esiste una risposta univoca, visto che molto dipende dal luogo nel quale stiamo andando e dalla distanza che possiamo tenere dalle altre persone.

In qualsiasi situazione, comunque, è necessario rispettare tutte le regole che nei mesi scorsi abbiamo imparato: tenere il distanziamento necessario, lavare con frequenza le mani e arieggiare gli ambienti chiusi.

Il parere degli esperti

“Una delle misure che si possono prendere subito per rallentare la diffusione della variante inglese è abbandonare le mascherine di cotone. Vanno sostituite con Ffp2 al chiuso”, questo è quello che ha detto Giorgio Gilestro, neurobiologo e docente all’Imperial College di Londra, su Twitter.

Lo Stato, secondo l’esperto, “dovrebbe ovviamente sovvenzionare una mossa di questo tipo, l’investimento pubblico in termini di rischio è chiaro”.

Come riporta un articolo di Adnkronos Paolo D’Ancona, epidemiologo dell’Istituto superiore di sanità (Iss), sostiene che “per quanto riguarda ambienti sanitari ove il distanziamento non è sempre rispettato”, ha proseguito l’esperto, “c’è bisogno della protezione massima dei dispositivi di protezione individuale, in considerazione dei maggiori rischi di droplets e aerosol nelle fasi dell’assistenza sanitaria”.

Qual è la mascherina migliore da indossare?

Come abbiamo detto, non esiste una risposta univoca rispetto al funzionamento delle mascherine e per scegliere l’alternativa migliore occorre valutare una serie di aspetti, compresa la possibilità di mantenere il distanziamento dagli altri.

Nonostante le protezioni individuali, comunque, è sempre necessario adottare tutte le misure di prevenzione: lavaggio delle mani, distanziamento e sanificazione degli ambienti.

Secondo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria, “la mascherina migliore da indossare è la Ffp2”, in quanto è “in grado di limitare la diffusione del contagio, quindi di trattenere le goccioline di saliva, ma anche di filtrare quello che arriva dall’esterno.

Quella chirurgica, se indossata male, non è in grado di filtrare”.

Tuttavia, le Ffp2 - che rientrano non nella categoria mascherine ma in quella dei facciali filtranti - sono un vero dispositivo di protezione il cui uso è raccomandato in ambito ospedaliero, oltre che per Covid-19, per le altre infezioni a trasmissione aerea incluse tubercolosi e morbillo e in un contesto di produzione di aerosol”.

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